Cosa è il pellet e come viene prodotto?
Il pellet è un piccolo cilindro di energia concentrata, ottenuto attraverso un processo meccanico che trasforma gli scarti della lavorazione del legno in un combustibile ad alta resa. La cosa affascinante è che, se prodotto correttamente, non richiede l’uso di colle o additivi chimici: è la natura stessa del legno a fare da “collante”.

Produzione Pellet
Ecco le fasi dettagliate del processo produttivo:
- Reperimento e Preparazione della Materia Prima
Il punto di partenza è solitamente costituito da segatura, trucioli e scarti di falegnameria (preferibilmente di legno vergine, cioè non trattato con vernici o resine).- Selezione: Si prediligono legni teneri (come l’abete o il pino) perché contengono più lignina, ma si utilizzano anche legni duri (faggio, rovere) per aumentare il potere calorifico.
- Sminuzzamento: Se il legno in ingresso è di dimensioni eccessive (tronchetti o cortecce), passa attraverso un cippatore che lo riduce in scaglie uniformi.
- Essiccazione (Fase Critica) La segatura fresca ha un’umidità che varia tra il 40% e il 50%, ma per ottenere un pellet di qualità questa deve scendere intorno al 10-12%.
- La materia prima passa attraverso un essiccatore rotativo (un grande cilindro riscaldato).
- Perché è importante? Se il legno è troppo umido, il pellet non “lega” e produce molto fumo; se è troppo secco, si sgretola.
- Raffinazione Dopo l’essiccazione, il legno viene passato in un mulino a martelli. Questo macchinario polverizza ulteriormente le fibre fino a ottenere una granulometria omogenea e finissima, ideale per essere compressa senza creare bolle d’aria o fratture strutturali.
- Condizionamento In questa fase si aggiunge una minima quantità di vapore acqueo o acqua nebulizzata. L’obiettivo non è bagnare il legno, ma ammorbidire la lignina, un polimero naturale presente nelle pareti cellulari del legno.
- Con il calore e l’umidità, la lignina diventa plastica, agendo come una vera e propria colla naturale durante la pressatura.
- Pressatura (Pellettizzazione) È il cuore del processo. La segatura viene spinta con una pressione enorme attraverso una filie
- ra (una piastra d’acciaio con fori circolari di 6mm, raramente 8mm).
- L’attrito generato dalla pressione innalza la temperatura fino a 90-100°C.
- All’uscita dalla filiera, una serie di coltelli taglia i cilindretti alla lunghezza desiderata (solitamente tra 10 e 30 mm).
- Raffreddamento e Depolverizzazione Appena uscito dalla pressa, il pellet è caldi e “morbido”.
- Viene convogliato in un raffreddatore a controcorrente che abbassa la temperatura e stabilizza la struttura, rendendo il pellet duro e lucido.
- Successivamente, passa su un vagliatore (un setaccio vibrante) per eliminare le polveri residue, che vengono rimesse nel ciclo produttivo. Meno polvere c’è nel sacco, migliore è la qualità del prodotto.
- Confezionamento Il pellet pulito e raffreddato viene infine insaccato (solitamente nei classici sacchi da 15 kg) o stoccato in grandi sili per la vendita sfusa tramite autobotti.

Cosa determina la qualità?
| PARAMETRO | VALORE OTTIMALE |
| UMIDITA’ | < 10% |
| CENERI | < 0,7% (per la Classe A1) |
| POTERE CALORIFICO | ~ 4,6 – 5,3 kWh/kg |
| DURABILITA’ MECCANICA | 98% (resistenza allo sbriciolamento) |
Sapevi che il colore del pellet non è sempre indice di qualità?
Molti pensano che il pellet chiaro sia “più puro”, ma spesso la tonalità dipende solo dal tipo di essiccazione o dall’essenza del legno, non necessariamente dalla sua resa termica.
I produttori di pellet che rappresentiamo sono nella maggior parte dei casi aziende importanti a livello industriale con fatturati molto alti. Prima di proporre i loro pellet sono stati selezionati per la qualità del loro pellet e per la serietà aziendale.
I processi di produzione del pellet si sono evoluti notevolmente negli ultimi tempi e si sono altresì stantardizzati utilizzando metodi e tecnologie molto sofisticate.
produzione pellet
I macchinari che utilizzano sono molto tecnologici e controllano ogni passaggio di produzione attraverso sonde di temperatura e umidità in modo da ottenere processi standardizzati e regolari.
Con questi nuovi macchinari riescono ad ottenere il prodotto “pellet” con caratteristiche ben definite replicabili nel tempo allo stesso modo con standard certificati.
Per un produttore di pellet poter fornire il prodotto sempre con le stesse caratteristiche che brucia allo stesso modo e con le stesse qualità è la garanzia di mantenere la propria clientela perchè sanno quello che comprano e verranno rispettate le loro aspettative senza brutte sorprese..
Vendere un prodotto “pellet” che si comporterà esattamente come si era comportato quello acquistato in precedenza permette al cliente di acquistare senza rischiare malfunzionamenti o problematiche alla caldaia/stufa.
Inoltre può aspettarsi un buon passaparola da parte di quei clienti clienti che saranno sempre soddisfatti ed entusiasti del pellet acquistato.
NON E’ PIU’ IL MOMENTO DI VENDERE PELLET SENZA TENER CONTO DELLE ASPETTATIVE DEL CLIENTE
LUCRARE SULLA SCARSA QUALITA’ NON PAGA PERCHE’ IN POCO TEMPO CON INTERNET I PRODOTTI DI SCARSA QUALITA’ SONO PRESTO SCARTATI E ANCHE CHI LI COMMERCIALIZZA.

produzione pellet
La produzione del pellet e come questa viene gestita dai produttori di pellet è molto importante per ottenere un buon prodotto.
A differenza di anni fa dove la maggior parte dei produttori era improvvisato, oggi ci sono colossi e aziende assai ben strutturate che producono pellet di qualità (esclusivamente di qualità alta e con certificazioni adeguate.
Creare un brand e una immagine riconosciuta dal mercato è indispensabile. Infatti, il consumatore si affezziona ad un prodotto perchè con quello si è trovato bene e non ha voglia di cambiare con il rischio di trovarsi brutte sorprese.
UNA STUFA CARICATA CON PELLET CHE POI CREA PROBLEMI, LASCIA AL FREDDO (QUANDO VA BENE) E TI COSTA MOLTO CARO POI CI FOSSE DA RICHIEDERE ASSISTENZA TECNICA SPECIALIZZATA.
Fortunatamente i produttori di pellet conoscono bene le problematiche sull’utilizzo del pellet di scarsa qualità e quindi hanno messo in atto sistemi per produrlo con elevati standard qualitativi.
Partire sempre dalla parte del consumatore che ha bisogno di acquistare un pellet con determinate caratteristiche.
Nella maggior parte dei casi non ama rischiare l’ acquisto di partite di pellet che non sono adatte alle regolazioni che hanno sulle stufe e caldaie.
produzione pellet
LA SCELTA GIUSTA
MEGLIO ACQUISTARE UN PELLET SCURO MA NATURALE PIUTTOSTO CHE UNO BELLISSIMO MA MAGARI SCHIARITO CON PRODOTTI CHIMICI CHE POI VENGONO BRUCIATI E FINISCONO NELL’ ARIA CHE RESPIRIAMO…
produzione pellet
Il pellet industriale
Il pellet industriale, a differenza di quello per uso civile, ha un diametro di 8 mm ed è meno raffinato.
I bruciatori industriali lavorano con temperature molto elevate e non hanno problemi a bruciare pellet qualitativamente meno raffinato. Il diametro di 8 mm permette di aumentare del 30% la produzione di una pelletttatrice.
Inoltre di solito viene venduto sfuso o in Big Bag riducendo ulteriormente i costi di imballaggio. In questo modo, oltre ad evitare moltissimi scarti di plastica, si risparmia sul costo fionale del prodotto.
Con queste tipologie di bruciatori ad alta temperatura, è possibile utilizzare scarti industriali di origine vegetale come bucce di girasole, lolla di riso, gusci di noci, gusci di nocciole, noccioli di olive e così via.
La nostra organizzazione gestisce le vendite per conto di produttori di pellet e importatori direttamente a loro collegati. Abbiamo notevoli disponibilità di pellet e possiamo garantire prezzi e quantità anche per grosse forniture programmate.
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